Gruppo esperienziale che alterna il sostegno psicologico a tecniche di lavoro corporeo. E’ indicato per coloro che sperimentano la mancanza di una propria dimensione, che si riconoscono rigidità mentale e fisica, movimenti controllati, pensieri trattenuti, mancanza di flessibilità e difficoltà di adattamento al contesto e al cambiamento; segnali che potrebbero indicare una “costrizione” in schemi di pensiero ed emotivi conosciuti e rassicuranti, ma che non generano cambiamento. Il gruppo è inoltre consigliato a tutti coloro che avvertono un disagio psicologico legato a sentimenti “limitanti” all’incapacità di prendersi i proprio spazi, che vogliano sperimentarsi in un’ottica olistica, dove mente e corpo sono strettamente connessi. Esploreremo il concetto di psicosomatico, come la mente influenza il corpo, e di somatopsichico, il corpo che influenza la mente Assumere determinate posture, induce stati d’animo corrispondenti, un viso triste crea uno stato d’animo di tristezza, spalle accasciate trasmettono una sensazione di avvilimento, un’emozione non riconosciuta e non verbalizzata, si “scrive” letteralmente sul corpo. Lavoreremo sulle “false polarità”, la difficoltà di integrare gli opposti di sé, dovuta alla credenza, erronea, di poter essere in un solo e unico modo a prescindere dal contesto situazionale. “Se sono rigido non posso essere flessibile”. Cercare e sperimentare la polarità opposta al proprio modo di essere, è fondamentale per imparare a costruire una nuova immagine di se, nuove modalità di relazione. Fissandosi su una sola polarità, l’individuo si comporta in modo corrispondente alle caratteristiche che pensa lo definiscano, in una sorta di profezia che si auto-avvera: se ritengo di essere timido, tenderò a comportarmi e a definirmi tale in ogni situazione, suscitando negli altri aspettative di comportamento corrispondenti.

Si accede previo colloquio conoscitivo gratuito

Stonata,
la vita riesce ad essere stonata
con le note tutte storte,
fatte a pezzi
mentre tutti sono pazzi.
Stonata come me
che non faccio mai la scelta giusta perchè ho paura di cadere
di sbagliare, di ferire.

Stonata. Giorgia, 2007